
Non mi muovo,
Sono quieta,
in Silenzio,
Ti guardo nella penombra,
con le pupille dilatate,
inginocchiata davanti a Te,
in attesa di un Tuo ordine.
Tremo piacevolmente,
Non so cosa vorrai fare di me,
vibro della Tua Forza,
un brivido percorre la mia schiena.
La Tua furia mi ghermisce...
Mi tieni fra le mani,
Mi leggi dentro con quegli occhi prepotenti e bramosi,
a cui adesso non riesco ad estorcere un sorriso.
Sono un sottile foglio di carta bianca,
dove puoi scrivere la Tua storia,I Tuoi capricci.
Strappami...
guaiti e lacrime,di delirio e di gioia.
Stupra la mia Anima,come sai fare.
E portami nel mondo delle Tue Ombre,
sporcami di fango,
macchiami di nero seppia,
accendimi di rosso sangue,
cancella la purezza che è in me...
Ti ho dedicato già una verginità,
impossessati di tutto il resto.
So che conosci il dolore,che lo hai provato…per questo Ti dono il mio.
So che ami il potere,per questo sono disarmata…e Ti offro me,
tutta me, perchè Tu ne goda fino all'ultima fibra di Te.
Accompagnami in un incubo che non ho mai sognato,
in quei posti nel bosco,che ancora non conosco,di cui non ho più paura..
come un Lupo famelico ,che sbava.
Dilania le mie natiche con la Tua cintura,
e dipingi il mio seno di cera bollente blu,
piegami, usami, consumami, accucciami, possiedimi…
E poi cullami se puoi,
tienimi sul tuo cuore accelerato..
Fammi sognare tutti i domani che non riesco a vedere,
siamo Corpi senza pelle,
tenuti insieme da un filo sottile,ma saldo...
(la Luna si copre di nuvole timida,per non vedere e baratta luce con il Sole.)
Spazzata via da una brezza marina che brucia nel cuore,
e sala la pelle,
Mi sono trovata.
Mi immagino inerme,
davanti al tuo sguardo severo
ed austero,
giusto e vero.
Come una farfalla dalle ali di carta spinta in alto dal vento,che si avvicina inesorabilmente al fuoco,
senza pensare alla morte ma solo al volo,
come una cicala che vive pochi giorno,incosciente e libera,
e non pensa al tempo,
come un Silenzio che non temo più ma voglio ascoltare…
un Silenzio pieno di grazia,che sa di mare,che sa di Te…che mi parla sottovoce.
Leggo i Tuoi rebus,
scrivo una poesia,che Ti contiene e Ti sfiora ovattata.
In quel punto esatto dove finisce un abbraccio
Ed inizia un abisso,fra i gemiti soffocati e muti,
guardo lontano,nel mio baratro,
assente,immersa nell'oblio,
presente solo per Te e per me.
In quel punto esatto dove si dissolve il buio
ed albeggia pian piano,
continuo a bruciare,come una candela che arde nella notte per Te,
in mezzo alle rose di cui mi fai omaggio virtualmente,
che mi accarezzano dentro,
e mi regalano un sorriso di Luce.
Nessun commento:
Posta un commento